La vampata di calore: molto più di un sintomo per cuore, ossea e cervello

 In Approfondimenti

La sintomatologia soggettiva della menopausa iniziale, in particolare le comuni vampate di calore, di fatto non sono altro che la punta dell’iceberg delle profonde alterazioni fisiopatologiche indotte dalle modificazioni ormonali. In altri termini, meritano una più attenta valutazione . Considerando anche l’incremento dell’aspettative di vita, le alterazioni da deficit estrogenico che possono esitare a lungo termine (5-10 anni)  in malattie cardiovascolari, osteoporosi e patologie neuro degenerative.

Nonostante la moderna terapia ormonale sostitutiva (TOS) abbia dimostrato di poter prevenire o ridurre, in tutta sicurezza, il rischio di gravi patologie a lungo termine, la percentuale di donne in età menopausale che fanno ricorso in maniera continuativa (per almeno 1 anno) resta, almeno in Italia, decisamente bassa, al di sotto del 10%. Da notare che i segni iniziali degli esiti clinici sfavorevoli, ad esempio le difficoltà cognitive, possono manifestarsi già in premenopausa e che, d’altra parte, l’efficacia preventiva della TOS è condizionata da una scadenza appropriata (entro 5, massimo 10 anni dell’inizio della menopausa), che consente di sfruttare al meglio la cosiddetta “finestra di opportunità” per la prevenzione di eventi avversi cardiovascolari (coronaropatie, ictus), ossei (fratture osteoporotiche) e celebrali ( malattie di Alzheimer ed altre patologie neurodegenerative).

La diminuzione degli estrogeni causa effetti negativi sul sistema  nervoso centrale quali la diminuzione delle neurotrofine che sono fattori determinanti di diverse patologie neurodegenerative quali, Alzheimer, Parkinson, con un significativo impatto sulla qualità della vita. Anche l’infiammazione gioca un ruolo fondamentale nei processi neurodegenerativi, giocando un ruolo chiave nel rapporto tra basi livelli di estrogeni e cambiamenti cognitivi.

L’indicazione alla TOS va comunque personalizzata, raccogliendo un’anamnesi accurata e programmando, ove necessario, un appropriato  lavoro clinico-strumentale.

Per diversi decenni, il ruolo della terapia ormonale sostitutiva (TOS), è stato dibattuto. La rianalisi degli studi clinici con stratificazione dell’età ha permesso di osservare una riduzione delle coronaropatie e della mortalità quando la TOS è iniziata subito dopo la menopausa, una diminuzione del rischio di fratture da osteoporosi ed un miglioramento della qualità di vita.

Di aiuto nella decisione terapeutica sono certamente le visite periodiche dalla propria ginecologa curante.

 

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