La frutta secca non fa ingrassare!!!

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Basta con le bufale: la frutta secca non fa ingrassare!

Stando alle ultime evidenze scientifiche, al contrario, mandorle, noci, nocciole, pinoli e simili aiutano persino a dimagrire.

La “frutta secca” (chiamata più propriamente frutta in guscio, semi oleosi o oleaginosi) è lo spauracchio di ogni donna o uomo a dieta, perché in genere i dietologi ne evitino l’utilizzo, sottolineando gli aspetti calorici.

Da anni, tuttavia le ricerche scientifiche dimostrano come le diete che si basano sulla restrizione delle calorie sono poco efficaci, non garantiscono risultati stabili nel tempo e non rappresentano il modo migliore e più sano per dimagrire. Ben più importanti sono i “segnali”che il cibo che ingeriamo invia all’organismo, orientandosi verso la velocizzazione o, al contrario, il rallentamento del metabolismo.

La frutta secca è un ottimo esempio in tal senso. Al di là delle loro calorie, i semi oleaginosi non fanno ingrassare, grazie al contenuto di proteine, fibre, vitamine, minerali o acidi grassi essenziali, omega 3, che promuovono un profondo senso di sazietà e di gratificazione del palato. Caratteristiche nutrizionali che nel contempo rendono i semi oleaginosi un alimento particolarmente salutare, che aumenta il colesterolo “buono” HDL, aiuta a tenere sotto controllo la pressione arteriosa e ad abbassare i livelli di infiammazione, diminuendo il rischio cardiovascolare.

VIENE pubblicato sulle più importanti riviste scientifiche da circa due decenni, ovvero che chi mangia noci e simili (ovviamente al naturale: non salate, zuccherate, caramellate ecc.) ha meno rischi di incorrere in sovrappeso e obesità.

Il nuovo studio pubblicato su Journal of American Collage of Nutrition:  ricerca particolarmente interessante, condotta su oltre 13.000 persone, che ha messo in luce che coloro che consumano frutta in guscio di ogni tipo (noci, mandorle, pinoli, nocciole, noci del Brasile, noci pecan, noci macadamia, pistacchi e anacardi) non solo hanno minori probabilità di incorrere in malattie cardiache e diabete di tipo 2, ma sono più magri, presentano meno obesità addominale e hanno un più basso indice di massa corporea (con tutti i limiti che può avere il calcolo dell’IMC o BMI) rispetto a chi non ne mangia.

NUTRIZIONISTA: Dott.ssa P. Federico

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